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Jex12345 » 2008» October
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Archive for October, 2008

Scontri a piazza Navona

Thursday, October 30th, 2008

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Ringrazio Fede per la segnalazione via mail!

http://www.repubblica.it/2008/10/sezioni/scuola_e_universita/servizi/scuola-2009-4/camion-spranghe/camion-spranghe.html

Caschi, passamontagna e bastoni. E quando passa Cossiga
un anziano docente urla: “Contento ora?”

Un camion carico di spranghe
e in piazza Navona è stato il caos

La rabbia di una prof: quelli picchiavano e gli agenti zitti
di CURZIO MALTESE

Un camion carico di spranghe e in piazza Navona è stato il caosGli scontri di ieri a Roma

AVEVA l’aria di una mattina tranquilla nel centro di Roma. Nulla a che vedere con gli anni Settanta. Negozi aperti, comitive di turisti, il mercatino di Campo dè Fiori colmo di gente. Certo, c’era la manifestazione degli studenti a bloccare il traffico. “Ma ormai siamo abituati, va avanti da due settimane” sospira un vigile. Alle 11 si sentono le urla, in pochi minuti un’onda di ragazzini in fuga da Piazza Navona invade le bancarelle di Campo dè Fiori. Sono piccoli, quattordici anni al massimo, spaventati, paonazzi.

Davanti al Senato è partita la prima carica degli studenti di destra. Sono arrivati con un camion carico di spranghe e bastoni, misteriosamente ignorato dai cordoni di polizia. Si sono messi alla testa del corteo, menando cinghiate e bastonate intorno. Circondano un ragazzino di tredici o quattordici anni e lo riempiono di mazzate. La polizia, a due passi, non si muove.

Sono una sessantina, hanno caschi e passamontagna, lunghi e grossi bastoni, spesso manici di picconi, ricoperti di adesivo nero e avvolti nei tricolori. Urlano “Duce, duce”. “La scuola è bonificata”. Dicono di essere studenti del Blocco Studentesco, un piccolo movimento di destra. Hanno fra i venti e i trent’anni, ma quello che ha l’aria di essere il capo è uno sulla quarantina, con un berretto da baseball. Sono ben organizzati, da gruppo paramilitare, attaccano a ondate. Un’altra carica colpisce un gruppo di liceali del Virgilio, del liceo artistico De Chirico e dell’università di Roma Tre. Un ragazzino di un istituto tecnico, Alessandro, viene colpito alla testa, cade e gli tirano calci. “Basta, basta, andiamo dalla polizia!” dicono le professoresse.

Seguo il drappello che si dirige davanti al Senato e incontra il funzionario capo. “Non potete stare fermi mentre picchiano i miei studenti!” protesta una signora coi capelli bianchi. Una studentessa alza la voce: “E ditelo che li proteggete, che volete gli scontri!”. Il funzionario urla: “Impara l’educazione, bambina!”. La professoressa incalza: “Fate il vostro mestiere, fermate i violenti”. Risposta del funzionario: “Ma quelli che fanno violenza sono quelli di sinistra”. C’è un’insurrezione del drappello: “Di sinistra? Con le svastiche?”. La professoressa coi capelli bianchi esibisce un grande crocifisso che porta al collo: “Io sono cattolica. Insegno da 32 anni e non ho mai visto un’azione di violenza da parte dei miei studenti. C’è gente con le spranghe che picchia ragazzi indifesi. Che c’entra se sono di destra o di sinistra? È un reato e voi dovete intervenire”.

Il funzionario nel frattempo ha adocchiato una telecamera e il taccuino: “Io non ho mai detto: quelli sono di sinistra”. Monica, studentessa di Roma Tre: “Ma l’hanno appena sentito tutti! Chi crede d’essere, Berlusconi?”. “Lo vede come rispondono?” mi dice Laura, di Economia. “Vogliono fare passare l’equazione studenti uguali facinorosi di sinistra”. La professoressa si chiama Rosa Raciti, insegna al liceo artistico De Chirico, è angosciata: “Mi sento responsabile. Non volevo venire, poi gli studenti mi hanno chiesto di accompagnarli. Massì, ho detto scherzando, che voi non sapete nemmeno dov’è il Senato. Mi sembravano una buona cosa, finalmente parlano di problemi seri. Molti non erano mai stati in una manifestazione, mi sembrava un battesimo civile. Altro che civile! Era stato un corteo allegro, pacifico, finché non sono arrivati quelli con i caschi e i bastoni. Sotto gli occhi della polizia. Una cosa da far vomitare. Dovete scriverlo. Anche se, dico la verità, se non l’avessi visto, ma soltanto letto sul giornale, non ci avrei mai creduto”.

Alle undici e tre quarti partono altre urla davanti al Senato. Sta uscendo Francesco Cossiga. “È contento, eh?” gli urla in faccia un anziano professore. Lunedì scorso, il presidente emerito aveva dato la linea, in un intervista al Quotidiano Nazionale: “Maroni dovrebbe fare quel che feci io quand’ero ministro dell’Interno (…) Infiltrare il movimento con agenti pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino le città. Dopo di che, forti del consenso popolare, il suono delle sirene delle ambulanze dovrà sovrastare quello delle auto della polizia. Le forze dell’ordine dovrebbero massacrare i manifestanti senza pietà e mandarli tutti all’ospedale. Picchiare a sangue, tutti, anche i docenti che li fomentano. Magari non gli anziani, ma le maestre ragazzine sì”.

È quasi mezzogiorno, una ventina di caschi neri rimane isolata dagli altri, negli scontri. Per riunirsi ai camerati compie un’azione singolare, esce dal lato di piazza Navona, attraversa bastoni alla mano il cordone di polizia, indisturbato, e rientra in piazza da via Agonale. Decido di seguirli ma vengo fermato da un poliziotto. “Lei dove va?”. Realizzo di essere sprovvisto di spranga, quindi sospetto. Mentre controlla il tesserino da giornalista, osservo che sono appena passati in venti. La battuta del poliziotto è memorabile: “Non li abbiamo notati”.

Dal gruppo dei funzionari parte un segnale. Un poliziotto fa a un altro: “Arrivano quei pezzi di merda di comunisti!”. L’altro risponde: “Allora si va in piazza a proteggere i nostri?”. “Sì, ma non subito”. Passa il vice questore: “Poche chiacchiere, giù le visiere!”. Calano le visiere e aspettano. Cinque minuti. Cinque minuti in cui in piazza accade il finimondo. Un gruppo di quattrocento di sinistra, misto di studenti della Sapienza e gente dei centri sociali, irrompe in piazza Navona e si dirige contro il manipolo di Blocco Studentesco, concentrato in fondo alla piazza. Nel percorso prendono le sedie e i tavolini dei bar, che abbassano le saracinesche, e li scagliano contro quelli di destra.

Soltanto a questo punto, dopo cinque minuti di botte, e cinque minuti di scontri non sono pochi, s’affaccia la polizia. Fa cordone intorno ai sessanta di Blocco Studentesco, respinge l’assalto degli studenti di sinistra. Alla fine ferma una quindicina di neofascisti, che stavano riprendendo a sprangare i ragazzi a tiro. Un gruppo di studenti s’avvicina ai poliziotti per chiedere ragione dello strano comportamento. Hanno le braccia alzate, non hanno né caschi né bottiglie. Il primo studente, Stefano, uno dell’Onda di scienze politiche, viene colpito con una manganellata alla nuca (finirà in ospedale) e la pacifica protesta si ritrae.

A mezzogiorno e mezzo sul campo di battaglia sono rimasti due ragazzini con la testa fra le mani, sporche di sangue, sedie sfasciate, un tavolino zoppo e un grande Pinocchio di legno senza più una gamba, preso dalla vetrina di un negozio di giocattoli e usato come arma. Duccio, uno studente di Fisica che ho conosciuto all’occupazione, s’aggira teso alla ricerca del fratello più piccolo. “Mi sa che è finita, oggi è finita. E se non oggi, domani. Hai voglia a organizzare proteste pacifiche, a farti venire idee, le lezioni in piazza, le fiaccolate, i sit in da figli dei fiori. Hai voglia a rifiutare le strumentalizzazioni politiche, a voler ragionare sulle cose concrete. Da stasera ai telegiornali si parlerà soltanto degli incidenti, giorno dopo giorno passerà l’idea che comunque gli studenti vogliono il casino. È il metodo Cossiga. Ci stanno fottendo”.
(30 ottobre 2008)

E ora qualche video, me li ha passati mio fratello incazzato nero

[youtube:http://www.youtube.com/watch?v=5wTeI_tatoY]

[youtube:http://www.youtube.com/watch?v=C935jDKiUrM]

Questo e’ quello invece che i media hanno voluto far vedere…e nessuno parla di come ci sono arrivate li quelle mazze, o che ci facessero 40enni mascherati e coi caschi accanto alla polizia, o le telecamere proprio li… Quando si parla di regime di paura, questo ne e’ un valido esempio.

[youtube:http://www.youtube.com/watch?v=UfddVgA6TdI]

Ora avete voglia di dare appoggio agli studenti? Questo secondo me significa manovrare l’informazione…

e se vi interessa come la pensa cossiga, un gran politico, ma anche meritevole di una bastonata in testa stando a quel che dice, visto che nn prova nemmeno a fare uno sforzo verso il miglioramento del paese, ma solo la preservazione delle sue strette idee, ecco il file (cosi si capisce anche le citazioni sul testo che ho postato).

Intervista a Cossiga

Certe volte resto senza parole. Sono virtualmente con gli studenti in piazza a protestare! In questo paese la liberta’ di espressione sembra diventata un’opinione! Ma si Cossi’, malmeniamo gli studenti pacifici! Oppure infiltriamo gente tra i movimenti studenteschi per accrescere la tensione (e poi far intervenire le forze dell’ordine, ma con simpatia e delicatezza eh..)! Belle idee..cambiare il decreto e andare a monte del problema nooooooooo eh? Guardare la trave nel proprio occhio riflesso nella pagliuzza degli altri neanche eh? Cercare la mediazione per tempo invece che a decreto fatto e servito nemmeno eh? Cercare di fare il bene del paese e lavorare con impegno e lealta’ e’ un’utopia? Voglio una nuova classe politica!

PS

di solito nn mi sfogo sul blog ma in qst giorni c’e’ una tale ondata emotiva, che sento giusto e divertente farne parte, visto che ne condivido le idee. E soprattutto ho paura per qll che puo’ succedere nei prossimi giorni, sento un’aria molto tesa nonostante la protesta sia completamente pacifica…basta poco in questi casi per farla trasformare. C’e’ una folla e c’e’ un’emotivita’ condivisa: ora basta un capo un po’ furbo e tutti lo seguiranno, e’ inevitabile, quindi fossi nel governo mi sbrigherei a fare una mossa, qualunque sia, che possibilmente stemperi velocemente la tensione. ^^ Buon V novembre ahahahahahaah

Che cosa vedi?

Tuesday, October 28th, 2008

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Sempre da Czeta:

Un genio!!

Thursday, October 23rd, 2008

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Chi non ha mai visto un incontro di wrestling…contro la donna invisibile (e incredibilmente forzuta :P )?

[youtube:http://www.youtube.com/watch?v=6K-FVM1Kgkc]

Li voglio vedere

Thursday, October 23rd, 2008

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Dalla thailandia un paio di film che promettono di essere…troppo cattivi!! Tony Jaa lo ricorderete, e’ quello che passeggia sulle persone e casca su un tizio da due metri sulle ginocchia. L’altra e’ un’allieva dello stesso maestro, che e’ anche il regista delle scene marziali. Notate che in Tony Jaa gia’ nel trailer (ho avuto conferma anche nelle recensioni) unisce mosse di kung fu alla classica muay thai che era solito usare negli altri film. Buon divertimento! :D

[youtube:http://www.youtube.com/watch?v=xm_5I5u4Sp0]

[youtube:http://www.youtube.com/watch?v=5oYn2dfOcOY]

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